Un Natale senza parenti

By Marta Viappiani 12 mesi agoNo Comments

Come affrontarlo? Come reagire? Come non lasciarsi andare alla tristezza?

Ecco alcuni suggerimenti pratici per cercare di accorciare questa “distanza” fisica dai nostri affetti.

La tecnologia può aiutarci.

Genitori a casa, lontano, magari anziani e soli con la paura di ammalarsi di Covid e di altro, con tanti figli e parenti sparsi nella penisola… .L’Attesa dell’incontro tra tutti per Natale è una vera tradizione raccolta dai nonni e dai bisnonni e piacevolmente tramandata a noi e ai nostri figli. Il Natale non è solo festa commerciale ma anche ritrovo affettivo, recupero dei valori familiari, incontro tra parenti stretti… un giorno che per tanti è atteso da un anno!

Occorre premettere il significato che ha, per tantissimi di noi italiani, il Natale: è un momento che per tradizione è di festa, le mamme che spignattano in cucina per giorni, cibi tradizionali per la Vigilia e per Natale, l’albero e il presepe preparati con gusto e dovizia di particolari, figli che tornano nel focolare familiare che lavorano o studiano lontano da casa, magari da anni… il Natale è un giorno Sacro per i nonni, i genitori e, di conseguenza, anche per noi e i nostri figli…

Ma quest’anno qualcosa è cambiato e investe anche questa splendida giornata da tanti attesa, appunto, tutto l’anno…

Che fare per non far sentire soli i nostri anziani e per non sentirci “noi” assenti?

Intanto pensiamo ad organizzarci con videochiamate e telefonate anche in più momenti della giornata: aiuterebbe sicuramente ad alleviare quel senso di vuoto e inusualità che lascerà questo Natale, questa giornata tanto attesa!

La “distanza fisica” creerà in molti “tristezza, disagio psicologico, senso di vuoto e anche di solitudine”: questa è la pandemia psicologica accanto a quella sanitaria da Covid che impone di cambiare stile di vita, abitudini ed ha una ricaduta sulla vita quotidiana di tutti (grandi e piccini), sulla salute psicologica e sulla società in genere.

Non dobbiamo sottovalutare la ricaduta sull’aspetto psicologico di questo Natale che si ritorcerà contro, come un boomerang, a tutti se non prestiamo attenzione e diamo sollievo ai soli, agli anziani e a quanti attendono il Natale con ansia tutto l’anno.

 In caso di difficoltà perchè non rivolgersi a dei professionisti?

Non farsi sopraffare dalla depressione o dal lasciarsi andare rendendo ancor più complicata questa situazione di quanto già non lo sia, è davvero un attimo. Ci sono vari telefoni d’ascolto messi a disposizione da più Istituzioni, psicologi sparsi su tutto il territorio pronti ad offrire un sostegno, un ascolto, un aiuto concreto a chi li conttatterà… non pensiamo di riuscire a farcela sempre da soli!

Perchè non provare a trasformare questo cambiamento/isolamento forzato delle festività natalizie 2020 in qualcosa di costruttivo?

Ogni esperienza è come una medaglia: ha sempre 2 facce.

Pensiamo a cosa siamo maggiormente portati a realizzare: ad esempio fare del volontariato (CAV, ENPA, CARITAS…),  oppure dedicarsi dei momenti di distensione o di rilassamento che non si possono mai godere come letture, passeggiate, ascolto musiche, attività di cucina, aperitivi virtuali con gli amici e cosi via… cogliamo l’occasione di ricercare “benessere” dentro di noi dandoci tempo e lasciandoci andare alle esperienze più gratificanti!

Questo sarà un Natale molto diverso ma che potrà risultare comunque costruttivo e splendido se riusciremo ad “adattarci” con ciò che è più consono a noi, alla nuova realtà!!!!

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