“Ascolto e supporto psicologico” ai dipendenti di Aziende in era COVID

By Marta Viappiani 1 anno agoNo Comments

Partirà a breve una interessante iniziativa di supporto psicologico ai dipendenti di una Azienda. Grazie alla sensibilità degli operativi preposti al Benessere del personale, si è reso necessario avviare un percorso di “ascolto e supporto psicologico” alle tante difficoltà, paure, ansie e disagi che stiamo vivendo.

Questa seconda ondata di pandemia da SARS-CoV-2 ci sta colpendo tutti: uomini e donne, giovani e anziani, adolescenti e bimbi e sta intervenendo pesantemente nel modificare i nostri stili di vita, il nostro modo di vivere, le nostre abitudini consolidate obbligandoci ad un cambiamento nel quale non tutti siamo capaci e pronti.

Ecco che, in questa iniziativa aziendale, e con questo progetto-pilota, i dipendenti potranno parlare, confrontarsi, condividere tutto ciò che in questo periodo li mette in difficoltà: sia un disagio familiare (conflitti interni, paura per i genitori anziani, problematiche coi figli…), sia un disagio professionale (smart working, mascherina, rapporto modificato coi colleghi…) sia un disagio interno alla persona (isolamento, coprifuoco, paure di contrarre il virus…).

 Per tutte le difficoltà sopraelencate faccio riferimento a tutti i miei post precedenti nei quali ho approfondito le problematiche mentre ora,a proposito di smart working, penso sia importante spendere due parole al fine di  definire meglio l’entità e la portata di questo grande cambiamento lavorativo.

Il Ministero del Lavoro ne parla come di una “modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato caratterizzato dall’assenza di vincoli orari o spaziali e un’organizzazione per fasi, stabilita mediante un accordo tra dipendente e datore di lavoro: modalità che consente al lavoratore di conciliare i tempi di vita e di lavoro e al contempo favorire la crescita della produttività” (da “PdE: Rivista di psicologia applicata all’emergenza, alla sicurezza e all’ambiente” di A.Zuliani)

Perritengo importante parlare del lavoro a casa? Perchè ci sono elementi sui quali dobbiamo cominciare a riflettere ora: ad esempio, quando tutto tornerà alla normalità, come ricomporre il gruppo di lavoro, quali difficoltà relazionali si presenteranno, le persone saranno cambiate giacchè, durante la pandemia, il lavoro a domicilio ha creato non poche difficoltà. A casa sono venute a mancare tutte le abitudini: dai rituali (caffè), alla chiacchiera col collega, alla sigaretta fumata in gruppo e, l’allontanamento dal lavoro, non solo ha interrotto tutto questo ma la modifica degli stati emotivi delle persone si riverseranno sul lavoro di gruppo. Infatti, l’aver perso persone care, aver vissuto momenti drammatici come la malattia, la preoccupazione per la salute e anche per il futuro di figli,, si modifica il “modo” di rapportarsi agli altri.

In questa ottica di sofferenza delle persone ricordo che secondo quanto indicano i più attuali orientamenti clinici, è necessario ridare  attenzione alla centralità della persona, come soggetto inserito in un piano interattivo che ne faccia emergere tutta la sua complessità: la psicologia dell’Emergenza per le potenzialità che offre- sia a livello di prevenzione, sia in situazioni critiche (come questa) e anche dopo che si sono verificate – è lo strumento perfetto per stimolare interazione e consapevolezza del proprio essere (da: “Psicologia dell’Emergenza: uno sguardo d’insieme” di M. Viappiani).

Alla luce di queste certezze, l’iniziativa aziendale verrà svolta con psicoterapeuti e psicologi dell’emergenza esperti nel trattare situazioni traumatiche; gli psicologi rappresentano infatti, le risorse che possono mettere a disposizione per un miglioramento del benessere delle persone proponendo strategie efficaci per affrontare le nuove complessità di questo particolare momento.

Lo scopo sarà quello di supportare, sostenere ed offrire strumenti essenziali della Psicologia dell’Emergenza atti a Prevenire appunto, qualsiasi forma di disagio psicologico che può subentrare in questa Emergenza oltre che prevenire la cronicizzazione di stati d’ansia col rischio di cadere in situazioni peggiori quali i Disturbi Post Traumatici da Stress.

Concludo con il motto che ho sposato durante questa pandemia, ovvero: “L’EMERGENZA SANITARIA VA DI PARI PASSO ALL’EMERGENZA PSICOLOGICA” e l’espressione “Salute Mentale e supporto psicosociale” è utilizzata proprio per descrivere “qualunque tipo di supporto locale o esterno che mira a proteggere e promuovere il benessere psicosociale e a prevenire e curare problematiche legate alla salute psichica”

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  Ambito clinico, NEWS, Seminari

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